NAPOLI - E pensare che il Pipita Higuain dall’altra parte del mondo
negli ultimi giorni della Coppa America abbracciò con tutto il suo
affetto la torcida azzurra allarmata e preoccupata per lui e del suo
futuro, con un messaggio chiarissimo e tutto sommato, per i più anche
rassicurante: “I tifosi del Napoli devono restare tranquilli….”, e meno
male! Poi, a suo nome e per suo conto ha scatenato un inferno il
fratello Nicolas che al di là del fragore del caso fatto scoppiare con i
suoi interventi, prima a Crc e poi a Marca, ha provocato una ferita
profonda, straordinaria, inaspettata e dolorosissima nei tifosi della
squadra del cuore. Di proporzioni infinite la frittata. Eh sì, Gonzalo e
Nicolas hanno spaccato in due la torcida napoletana. Basta un’occhiata
sul web per rendersi conto del danno incalcolabile all’intera comunità
azzurra da sempre unita in un unico atto e patto d’amore per la squadra e
per i propri idoli, una pugnalata autentica al cuore dei napoletani,
ormai divisi e spaccati in due schieramenti: chi dà ragione al Pipita –
che vuole comunque andare via – e chi lo accusa di alto tradimento
ponendosi sulle arroccate posizioni di don Aurelio che non ne vuol
sapere: certo, giuste le osservazioni sul progetto, ma non possono
costituire un pretesto per indurre al Napoli e al patron De Laurentiis
la cessione dell’attaccante più forte del mondo – al momento – alle
condizioni che vogliono imporre i club che si nascondono ma non troppo
alle spalle di Gonzalo e Nicolas Higuain. C’entra anche il sentimento,
giacchè davanti agli occhi di tutti scorrono condite da sconforto e
delusione le immagini del Pipita felice e scatenato nell’entusiasmo dei
tifosi al San Paolo impazzito di gioia e d’affetto: le braccia del
bomber che si levano ripetutamente al cielo saltellando sulle gambe
nell’unione di un coro interminabile e piuttosto significativo: “Un
giorno all’improvviso m’innamorai di te…”, embè ci siamo caduti di
nuovo, ognuno era convinto di quest’amore straordinario proprio tra il
Pipita, Napoli e i napoletani, un amore però tradito da altre ambizioni e
da altre pretese, scaraventate in pasto alla gente proprio sulle note e
con le parole del canto d’amore di fede azzurra, un paradosso, un
controsenso, una contraddizione , una coltellata al cuore, interpretato e
cantato da Nicolas Higuain stavolta su altri denominatori, però: “un
giorno all’improvviso….”, già proprio all’improvviso, e chi se
l’aspettava, pur se la situazione di Higuain era seguita da tutto il
mondo azzurro con ansie e preoccupazioni: “Che farà Higuian, resta o va
via?....”, la domanda che si ponevano e si pongono tutti tuttora,
cercando di capire cosa c’era e c’è dietro la maschera indossata e
proposta da Nicolas. Adesso lo sappiamo, il Pipita vuole andarsene, per
la gloria sì, ma soprattutto per tanti tantissimi milioni in più, anche
lui come tanti altri. E l’amore infinito?, adesso non c’è più.
Un giorno all’improvviso, mi innamorai di te. Il cuore mi batteva, non chiedermi perché. Di tempo ne è passato, ma siamo ancora qua. E oggi come allora difendo la Città… Alè ale aleeeè Alè ale aleeeè… Alè ale aleeeè Alè ale aleeeè
domenica 3 luglio 2016
Lucariello: "I tifosi del Napoli devono stare tranquilli...", mio caro Higuain, e meno male!"
NAPOLI - E pensare che il Pipita Higuain dall’altra parte del mondo
negli ultimi giorni della Coppa America abbracciò con tutto il suo
affetto la torcida azzurra allarmata e preoccupata per lui e del suo
futuro, con un messaggio chiarissimo e tutto sommato, per i più anche
rassicurante: “I tifosi del Napoli devono restare tranquilli….”, e meno
male! Poi, a suo nome e per suo conto ha scatenato un inferno il
fratello Nicolas che al di là del fragore del caso fatto scoppiare con i
suoi interventi, prima a Crc e poi a Marca, ha provocato una ferita
profonda, straordinaria, inaspettata e dolorosissima nei tifosi della
squadra del cuore. Di proporzioni infinite la frittata. Eh sì, Gonzalo e
Nicolas hanno spaccato in due la torcida napoletana. Basta un’occhiata
sul web per rendersi conto del danno incalcolabile all’intera comunità
azzurra da sempre unita in un unico atto e patto d’amore per la squadra e
per i propri idoli, una pugnalata autentica al cuore dei napoletani,
ormai divisi e spaccati in due schieramenti: chi dà ragione al Pipita –
che vuole comunque andare via – e chi lo accusa di alto tradimento
ponendosi sulle arroccate posizioni di don Aurelio che non ne vuol
sapere: certo, giuste le osservazioni sul progetto, ma non possono
costituire un pretesto per indurre al Napoli e al patron De Laurentiis
la cessione dell’attaccante più forte del mondo – al momento – alle
condizioni che vogliono imporre i club che si nascondono ma non troppo
alle spalle di Gonzalo e Nicolas Higuain. C’entra anche il sentimento,
giacchè davanti agli occhi di tutti scorrono condite da sconforto e
delusione le immagini del Pipita felice e scatenato nell’entusiasmo dei
tifosi al San Paolo impazzito di gioia e d’affetto: le braccia del
bomber che si levano ripetutamente al cielo saltellando sulle gambe
nell’unione di un coro interminabile e piuttosto significativo: “Un
giorno all’improvviso m’innamorai di te…”, embè ci siamo caduti di
nuovo, ognuno era convinto di quest’amore straordinario proprio tra il
Pipita, Napoli e i napoletani, un amore però tradito da altre ambizioni e
da altre pretese, scaraventate in pasto alla gente proprio sulle note e
con le parole del canto d’amore di fede azzurra, un paradosso, un
controsenso, una contraddizione , una coltellata al cuore, interpretato e
cantato da Nicolas Higuain stavolta su altri denominatori, però: “un
giorno all’improvviso….”, già proprio all’improvviso, e chi se
l’aspettava, pur se la situazione di Higuain era seguita da tutto il
mondo azzurro con ansie e preoccupazioni: “Che farà Higuian, resta o va
via?....”, la domanda che si ponevano e si pongono tutti tuttora,
cercando di capire cosa c’era e c’è dietro la maschera indossata e
proposta da Nicolas. Adesso lo sappiamo, il Pipita vuole andarsene, per
la gloria sì, ma soprattutto per tanti tantissimi milioni in più, anche
lui come tanti altri. E l’amore infinito?, adesso non c’è più.
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